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Interessanti articoli  sulla pratica dell'Ashtanga, e anche qualcosa di diverso.... .

Vayu: i 5 soffi vitali

Vāyu è nel Ṛg veda la divinità del vento, uno dei figli di Prajapati, il progenitore di tutti gli esseri. E' il "soffio" che purifica e infonde la vita. Nelle Upaniṣad il soffio di Vāyu diventa Prāna, l'energia della vita la cui parte grossolana si esprime nel respiro e quella sottile nel complicato sistema delle nādī (canali di scorrimento dell'energia) e degli involucri (kośa) intorno al corpo fisico di ogni individuo.

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L' iperestensione nel ginocchio

Una delle indicazioni "da manuale" fornita dagli insegnanti di yoga ai propri allievi è: "rotula ferma" o "rotula in dentro e su" durante l'esecuzione delle posizioni. Questo significa che durante le posizioni se si afferra lateralmente la patella posta sulla parte frontale del ginocchio con due dita e si prova a spostarla questa non si deve muovere.

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Ujjayi, bandha, drishti, allineamento: una pratica troppo difficile?

Ai praticanti viene detto di concentrarsi sul respiro, mantenere la costante contrazione dei bandha, puntare lo sguardo in un punto preciso in ogni movimento, di usare forza su alcuni muscoli e rilassarne altri per poi magari correggere la postura dicendo che non è ben allineata.

Sembra che l’ Ashtanga Yoga (e in particolare quello moderno che aggiunge alle prescrizioni tradizionali elementi di anatomia, posturologia e movimento funzionale) sia una pratica che invece di favorire la concentrazione rilassata , affatichi il praticante controppe ossessionanti attenzioni.

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La luna e l'Ashtanga Yoga

La luna e l'oceano

Il nostro satellite in India non è solo fonte di ispirazione poetica: gli è affidato lo scorrere del tempo (in uso è un calendario lunare). La luna è divinità, simbolo, segno di influenza (graha) nei testi vedici.

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I piedi ed il loro appoggio

Considerando la stazione eretta i nostri piedi sono il punto di scarico del peso per la maggior parte delle nostre attività e anche qualora la nostra vita sia prevalentemente sedentaria almeno durante le attività fisiche sono loro a “scaricare a terra” le forze di corse, camminate, salti ecc.

Nello yoga vogliamo ancora di più: il piede non solo è "attivo" nelle posizioni in piedi per consentire quanto sopra ma continua ad avere una giusta ed equilibrata attivazione muscolare anche quando non tocca terra come nelle posizioni sedute o quando addirittura è rivolto verso l’alto come nelle inversioni: “I piedi non sono mai nell’elemento aria” dice B.K.S. Iyengar per segnalare l'importanza delle nostre estremità inferiori.

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