Tradizione

Teoria, storia, miti e testi di riferimento della nostra disciplina

Yoga upanishad

Vāyu è nel Ṛg veda la divinità del vento, uno dei figli di Prajapati, il progenitore di tutti gli esseri. E' il "soffio" che purifica e infonde la vita. Nelle Upaniṣad il soffio di Vāyu diventa Prāna, l'energia della vita la cui parte grossolana si esprime nel respiro e quella sottile nel complicato sistema delle nādī (canali di scorrimento dell'energia) e degli involucri (Kośa) intorno al corpo fisico di ogni individuo.

L'involucro sovrastante il corpo fisico (detto Annamaya Kośa) è chiamato Prānomaya Kośa e funziona come l'impianto elettrico del primo dirigendo l'energia in diversi settori con diverse direzioni e funzioni. In altre tradizioni questo "involucro" è chiamato corpo eterico o corpo energetico e coincide con il campo elettromagnetico che ogni essere vivente emette.

Nei testi che illustrano la fisiologia sottile dello yoga i "generatori" e "diffusori" di questa energia sono i Vāyu, o soffi vitali. La nostra scuola li menziona appena per non confondere il praticante con spiegazioni capziose. Io credo però che il significato che questo termine porta con se valga la pena di essere compreso.

Vāyu significa "aria" comprendendo però anche la parte sottile e invisibile di questa. La traduzione di Vāyu non può prescindere dal significato vedico di influsso divino, potere vivificante e purificante. Quando si agisce sul respiro (e quindi su Vāyu si modificano non solo le funzioni vitali del corpo ma anche la sua capacità di "afferrare" la divinità dentro di se e di esprimerla all'esterno.

Vāyu si divide nel corpo nelle cinque grandi aree (pancha maha Vāyu):

  • Prāṇa
  • Apāna
  • Vyāna
  • Udāna
  • Samāna

Questi termini appaiono fin dai rituali descritti nei Brāhmaṇa e negli Ᾱraṇyaka (testi vedici databili intorno al 2000-1400 a.C.) e sono le "armi" del sacerdote per purificare l'iniziando ("Io ti percuoto per il prāna, l'Apāna e il Vyāna" Cankhayāna Crauta Sūtra) per poi diventare gli elementi costitutivi del rituale più importante che lo yoga adotterà dalle Upaniṣad: il pranāgnihotra ovvero il sacrificio della respirazione. Il sottoporre al controllo della mente il soffio del respiro è il sacrificio fondamentale che si fa alla parte divina del nostro corpo, il miglioramento delle funzioni vitali che comporta una mera conseguenza di poca importanza.

Esaminiamo i Vāyu nello specifico:

  • Prāṇa Vāyu

    E' legato ad inspirazione ed espirazione. Si muove tra il naso e la bocca ma le sue sedi sono anche il centro del cuore, l'ombelico e gli alluci. La sua funzione principale è l' assorbimento dell' energia e la regolazione di tutti gli altri soffi: è forza che entra nel corpo. E' responsabile della tosse, dello starnuto, del singhiozzo, dell' eruttazione. Scompone il cibo nei suoi elementi più sottili (rāsa).

  • Apāna

    si muove nella parte inferiore del corpo (sotto l' ombelico) ed è associato all' espirazione. Sue sedi principali sono l'ano, gli organi genitali, le cosce, le ginocchia e le rotule in particolare, lo stomaco, l'ombelico, i fianchi. Sue funzioni principali sono l'escrezione e l'eliminazione: è la forza che si muove verso il basso e verso l'esterno. Tutte le funzioni escretorie sono associate ad Apana Vāyu: eliminazione di residui gassosi, sudore, eiaculazione, parto, mestruazione, defecazione e urinazione. E' anche la forza che fa aprire le palpebre.

  • Udāna Vāyu

    si muove nella gola permeando tutta la testa ed è associato all' espressione. Sue sedi particolari sono tutte le articolazioni di gambe e mani. Ha la funzione di connessione con il corpo emotivo ed è responsabile della fonazione e della deglutizione: è la forza che ci unisce al mondo esterno attraverso l'intelletto e la manifestazione dei pensieri. E' l'attivatore dei sensi attraverso i loro organi (occhi, naso, bocca, orecchie e pelle) e fa sbadigliare.

  • Samāna Vāyu
    Vāyu si muove tra il diaframma e l' ombelico ed è associato alla nutrizione ed accrescimento del corpo. Ha la funzione di assimilare i "(rāsa)." (componenti sottili del cibo ) e trasportarli nel corpo ed è quindi responsabile della digestione: è la forza creativa. Attiva il cuore e produce fame e sete.

  • Vyāna Vāyu

    pervade tutto il corpo ed è associato alla circolazione e a tutto ciò che riguarda il "prendere-restituire". E' localizzato tra le orecchie e gli occhi, nei lati del collo, nelle caviglie e in generale nella parte posteriore del corpo. Sincronizza gli altri Vāyu: è la forza aggregante del nostro sistema. Governa il sistema circolatorio e attraverso di esso i muscoli e le articolazioni ed è responsabile della postura, del movimento e della coordinazione. Decompone il corpo fisico alla morte.

Lo "Yoga Yājnavalkya" descrive inoltre altri 5 Vāyu secondari chiamati Nāga, Kūrma, Kṛkara, Devadatta e Dhanamjaya.

Rendere uguale inspirazione ed espirazione, come richiede la nostra pratica, assume adesso, per colui "che sa cosi", un significato diverso e più profondo. Ogni esercizio di prānāyāma (che è "...regolato con precisione matematica secondo la durata e il luogo" Yoga Sūtra II, 50) è uno strumento che agisce sui processi fisici e mentali in maniera determinante e come tale può diventare pericoloso (come dicono i grandi maestri di yoga spesso destando perplessità nel praticante occidentale) o essere strumento di cura di malattie e ancora via per la liberazione.

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